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Guida Pratica: Tassazione e compensazione di Plusvalenze e Minusvalenze

Data pubblicazione: 17 giugno 2024

Autore: Simone Viarengo

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Tassazione, Aliquote e Compensazioni


Definizione di Capital Gain e Loss (Plus e Minusvalenze)

Il termine Capital Gain (plusvalenza) si riferisce alla differenza positiva tra il prezzo di vendita o rimborso di uno strumento finanziario e il suo prezzo di acquisto o sottoscrizione. Si verifica una plusvalenza quando si vende un'azione o altri strumenti finanziari a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto, questa rappresenta solo una parte del rendimento totale di un investimento, poiché non include i dividendi, che vengono tassati al momento della realizzazione.


Il Capital Loss (minusvalenza) si verifica quando la differenza tra il prezzo medio di acquisto e il prezzo di vendita di uno strumento finanziario è negativa. Questo valore viene accantonato nello "zainetto fiscale" e può essere utilizzato per compensazioni per un periodo di quattro anni fiscali. È importante notare che, indipendentemente dal momento dell'anno in cui viene generata una minusvalenza, la scadenza per la compensazione rimane la stessa.


Tassazione degli Strumenti (Aliquote e Compensazioni)


In Italia, il Decreto Legge n. 66 del 24 aprile 2014 (noto come Decreto IRPEF) ha aumentato l'aliquota sul Capital Gain dal 20% al 26%. Questa legge è entrata in vigore il 1° luglio 2014.


Il guadagno o la perdita su ogni operazione di vendita vengono calcolati sottraendo dal prezzo di vendita, al netto delle commissioni, il prezzo di acquisto (prezzo di carico o fiscale), comprensivo delle stesse. Ad esempio, se un titolo azionario viene acquistato in più tranche, si calcola un prezzo medio ponderato basato sulle quantità.


Quando in un solo giorno vengono effettuate più operazioni di acquisto e vendita, il prezzo medio di acquisto/vendita viene calcolato come la media ponderata dei prezzi di ogni operazione. Un Capital Gain si verifica se la differenza tra i valori finali di vendita e di acquisto è positiva.


La tassazione del Capital Gain al 26% si applica anche ai dividendi delle singole azioni, agli ETF e ai fondi comuni, ad eccezione di quelli contenenti titoli di Stato. In questi casi, la componente influisce sulla tassazione finale per il 48,08%. Questo perché il Capital Gain sui titoli di Stato (BOT, BTP, CCT e CTZ) beneficia di un'aliquota del 12,5%. La stessa aliquota si applica ai titoli emessi da enti pubblici, obbligazioni di organismi internazionali come la World Bank e la BEI, e bond di stati esteri della "white list".

Un piccola nota deve essere aperta per i dividendi esteri in quanto è consueto incappare in una doppia tassazione. Ad esempio, dividendi percepiti da un soggetto fiscalmente residente in Italia provenienti da Azienda Statunitense dove alla fonte i dividendi verranno già decurtati di un 15%, grazie all'accordo in essere, e poi ulteriormente ridotti dell'aliquota italiana (26%).


Le minusvalenze possono essere utilizzate per abbattere la tassazione di eventuali plusvalenze future entro i termini specificati. Tuttavia, non è sempre possibile recuperare le minusvalenze. Alcuni strumenti finanziari, come ETF, fondi comuni di investimento, dividendi delle azioni e cedole delle obbligazioni, generano “redditi di capitale” e non permettono la compensazione delle minusvalenze. Al contrario, strumenti che generano "redditi diversi" come azioni, obbligazioni, ETC, ETN, futures e certificates, permettono la compensazione.


Particolare attenzione va posta sui titoli "zero coupon". Nonostante alcuni pensino che la differenza tra il prezzo di emissione e il prezzo nominale di rimborso possa essere utilizzata per la compensazione, la tassazione di questi titoli è interamente considerata reddito da capitale. La normativa non si basa solo sul prezzo di mercato, ma anche sul valore teorico del titolo calcolato in base all'evoluzione del suo "scarto di emissione".


Di seguito una tabella riassuntiva tratta da "Borsa Italiana".





L'importanza della Pianificazione Fiscale in Portafoglio


Comprendere la tassazione degli strumenti finanziari è fondamentale per una corretta pianificazione fiscale del portafoglio. Le plusvalenze e minusvalenze possono essere generate da ribilanciamenti periodici o cambi di strumenti nel portafoglio.


È essenziale non sprecare le minusvalenze, poiché rappresentano un'opportunità per non consolidare una perdita definitiva.

Sul mercato esistono strumenti come certificati tracker, che replicano indici di mercato (es. S&P 500, Eurostoxx 50, FTSE MIB) o indici proprietari degli emittenti. Questi, insieme a obbligazioni, ETC, ecc., possono essere utilizzati per la compensazione in una corretta asset allocation del portafoglio, pianificata in base alle esigenze dell'investitore.


Strategie Avanzate di Compensazione


Per massimizzare l'efficienza fiscale del portafoglio, è consigliabile utilizzare strategie avanzate di compensazione delle minusvalenze. Ad esempio, è possibile pianificare le vendite di strumenti finanziari in perdita all'inizio dell'anno fiscale per avere più tempo a disposizione per la compensazione, uso di titoli singoli acquistabili "sotto la pari" e molto altro. Inoltre, l'uso di strumenti specifici come certificati e derivati può offrire ulteriori opportunità di gestione fiscale, consentendo di posticipare le scadenze in essere o di compensare con flussi periodici.

Tuttavia, queste strategie richiedono una comprensione approfondita dei rischi e delle implicazioni fiscali.


Aggiornamenti Normativi


È importante rimanere aggiornati sulle normative fiscali in evoluzione, poiché le leggi possono cambiare e influenzare significativamente la strategia di investimento. Nel 2023, il 29 agosto, è stato approvato il DL 111/2023, che contiene un cambiamento normativo radicale, parificando tutti i redditi e le compensazioni possibili. Tuttavia, non sono ancora stati presentati i decreti attuativi necessari per l'implementazione della normativa.


Collaborare con un consulente finanziario esperto può aiutare a navigare nel complesso panorama normativo e assicurare che tutte le strategie e le compensazioni conformi alle leggi vigenti siano correttamente applicate nella pianificazione.


Conclusione


La gestione fiscale è un aspetto cruciale della strategia di investimento. Comprendere le regole di tassazione e utilizzare strategie di compensazione efficaci può migliorare significativamente i rendimenti netti del portafoglio.


Per ulteriori approfondimenti e consulenze personalizzate, non esitate a contattarmi.


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